24 Gennaio 2009

Un minuto di silenzio per un grande leader del PSI

9 anni fa moriva Bettino Craxi.

Proporrei un minuto di silenzio per il responsabile dell'economia disastrosa che abbiamo oggi: questo grande statista, commemorato oggi a Roma dal Partito Socialista, fece aumentare il debito pubblico dal 70 al 92% e fu protagonista di Tangentopoli.

Siamo un popolo dalla memoria corta, ma più che altro siamo una massa di imbecilli.

 

 
13 Novembre 2008

Sentenza Diaz, assolti vertici di polizia

 

 Fonte: Repubblica.it

GENOVA - Sono stati assolti i vertici della polizia per i fatti avvenuti il 21 luglio 2001 all'interno della scuola Diaz durante il G8 di Genova. Nessuna condanna, dunque, per Giovanni Luperi, attuale capo del Dipartimento di analisi dell'Aisi (ex Sisde), nel 2001 vice direttore dell'Ucigos e Francesco Gratteri, attuale capo dell'Anticrimine, all'epoca dei fatti direttore dello Sco e Gilberto Calderozzi, oggi a capo dello Sco. 

In totale erano 28 i poliziotti sul banco degli imputati, ma il collegio presieduto da Gabrio Barone ha deciso di emettere 13 condanne, esclusivamente nei confronti dei responsabili delle violenze all'interno della scuola. Sono state inflitte condanne per 35 anni e sette mesi, rispetto agli oltre 108 anni chiesti dall'accusa. A scontare la pena, salvo ricorso in appello, sarà solo il comandante del settimo nucleo, Vincenzo Canterini, condannato a 4 anni di cui 3 condonati. 

Tre e due anni di carcere sono stati comminati rispettivamente A Pietro Troiani e Michele Burgio, colpevoli di aver portato all'interno dell'edificio due bottiglie incendiarie trovate durante la manifestazione del pomeriggio e di averle attribuite ai manifestanti che dormivano all'interno della scuola. Assolti invece i funzionari di polizia che firmarono il verbale di perquisizione e cioè Gratteri, Luperi e Calderozzi. E insieme a loro Filippo Ferri, Massimiliano Di Bernardini, Fabio Ciccimarra, Nando Dominici, Spartaco Mortola e Carlo Di Sarro. Per ognuno di loro la pubblica accusa aveva chiesto 4 anni e 6 mesi ritenendoli colpevoli di calunnia, falso ideologico e arresto illegale. 

Il tribunale ha assolto inoltre per non aver commesso il reato o perché il fatto non sussiste Massimo Mazzoni, Renzo Cerchi e Davide Di Novi. Per loro la pubblica accusa aveva chiesto 4 anni ritenendoli colpevoli di calunnia, falso ideologico e arresto illegale. Assolti anche da ogni responsabilità Massimo Nocera, Maurizio Panzieri e Salvatore Gava.

Massimo Nocera era accusato di aver Simulato un finto accoltellamento e il pm aveva chiesto per lui 4 anni di carcere. 

La totalità delle condanne riguarda i componenti del Settimo nucleo mobile di Roma, del suo capo dell'epoca Vincenzo Canterini condannato a 4 anni e accusato di calunnia, falso ideologico e lesioni, e dai suoi sottoposti Fabrizio Basili, Ciro Tucci, Carlo Lucaroni, Emiliano Zaccaria, Angelo Cenni, Fabrizio Ledoti e Pietro Stranieri, condannati a 3 anni e accusati di lesioni aggravate in concorso. Il vice di Canterini, Angelo Forniè è invece stato condannato a due anni di reclusione. 

Alla lettura della sentenza, dopo 11 ore di camera di consiglio, si è levato il grido 'vergogna, vergogna!' dai settori del pubblico presente nell'aula affollata. Presenti anche gli altri magistrati della procura di Genova: tra loro i pm del processo per i fatti di 
Bolzaneto, Petruzziello e Ranieri Miniati, oltre ad altri quattro che si sono occupati della Diaz. In aula c'era solo un imputato: il capo della squadra mobile di Parma, Alberto Fabbrocini per il quale i pm hanno chiesto l'assoluzione. 

Tra il pubblico era presente anche 
Mark Covell, giornalista inglese di 40 anni presente nella scuola durante l'irruzione e il sindaco di Genova Marta Vincenzi: "Spero che con questa sera si chiuda una ferita che è rimasta aperta per sette anni - aveva detto prima della lettura della sentenza -. E' importante che sia stata fatta una ricostruzione, quindi è un passo avanti rispetto al passato". "Rimarrò qui fino alla lettura della sentenza - aveva aggiunto - E' un riappropriarsi del rapporto tra i cittadini e le istituzioni". 

Ora restano da discutere alcuni processi-satellite. Il primo è quello a carico di Vincenzo 
Canterini, durante il G8 comandante del VII nucleo sperimentale antisommossa del I reparto mobile di Roma, imputato di lesioni personali aggravate e di violenza privata per aver spruzzato gas urticante contro alcune persone radunate in corso Buenos Aires. 

Il secondo riguarda la carica avvenuta in piazza Manin: in questo processo sono imputati 4 poliziotti del reparto mobile di Bologna. Un terzo processo riguarda l'ex capo della polizia Gianni De Gennaro, accusato di aver istigato l'ex questore di Genova a rendere false testimonianze nel corso della deposizione al processo sull'irruzione della Polizia della scuola Diaz. Con lui sono indagati l'ex capo della Digos di Genova Spartaco Mortola e l'ex questore Francesco Colucci. In questo caso l' udienza preliminare è fissata per il 25 novembre. 

Il primo processo ad essere celebrato per i fatti di Genova è stato quello per le violenze di strada che si è concluso il 
14 dicembre 2007 con la condanna a pene tra i 5 mesi e gli 11 anni per 24 no global. Il secondo è stato invece quello per le violenze e i soprusi avvenuti nella caserma di Bolzaneto. In questo caso, il 14 luglio 2008 il tribunale ha condannato 15 persone (tra poliziotti e civili) a pene variabili tra 5 mesi e 5 anni.

 

VERGOGNA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

 

 
06 Novembre 2008

Silvio andrà dal chirurgo plastico di Micheal Jackson per dimostrare che il suo non era un commento razzista.

Go Barack!

Ieri sera sono tornata a casa verso l'una e non riuscivo a staccare gli occhi dai primi risultati delle elezioni americane trasmessi dalla CNN. Ero letteralmente incollata alla tv, cosa che mi accade molto raramente.

 

Stamani il mio primo pensiero è stato quello di vedere se il sogno di molti si era realizzato: sì, Barack Obama è il 44esimo Presidente degli Stati Uniti!

Una persona sola non può certamente risolvere tutti i problemi che l'America si trova ad affrontare, ma Obama sembra avere le capacità e l'intelligenza per cambiare rotta.

Il primo afro-americano alla Casa Bianca, nella stessa terra della schiavitù e del razzismo. 

bobama

 

 

Oggi pomeriggio Sabina Guzzanti, a Pisa, ha anche parlato delle elezioni americane: giustamente ha detto che una vittoria del genere è dovuta essenzialmente ad un forte cambiamento proveniente dal basso

Decine di persone negli anni della disastrosa presidenza di Bush si sono mobilitate: hanno parlato con la gente, civilmente, hanno discusso, hanno convinto le persone....c'è stata una presa di coscienza dei cittadini!

Come non accadeva da molti anni, molti giovani americani hanno richiesto l'iscrizione nelle liste elettorali per votare: molte persone hanno deciso di diventare cittadini attivi ispirati proprio da Obama.

E da noi quando accadrà un fatto simile? Quando avremo un candidato premier giovane, di colore, con 2 lauree prestigiose, ma soprattutto delle idee innovative? Quand'è che gli italiani si sveglieranno?

Noi per ora abbiamo un pregiudicato come Premier e dei delinquenti-ignoranti-totalmente inutili scaldasedie come rappresentanti politici, che lasciano dichiarazioni come queste.

 

Ma in questi ultimi mesi molti giovani si sono mobilitati per difendere il loro diritto ad un futuro, molti studenti di tutte le età si stanno svegliando e si stanno accorgendo che se l'Italia è così è anche perchè abbiamo una classe dirigente ladra.

Qui a Pisa, per esempio, le manifestazioni e gli eventi contro i tagli all'Università e alla Ricerca sono numerosi: sento che sta iniziando una presa di cosicenza dal basso da parte di coloro che finora erano considerati degli zombie invasi dal nichilismo.

 

Obama oggi scrive la Storia.

Anche noi, giovani di oggi e dirigenti del domani, abbiamo la concreta possibilità di farlo. Insieme.

 
03 Novembre 2008

Passaparola, 3 novembre 2008

 

Kiss me Licio

kissmelicio

 

Vignetta di Mauro Biani

 
31 Ottobre 2008

Replica del G8

 

 

SCONTRI P.NAVONA INNESCATI DA SINISTRA - Repubblica.it

 

Sabina forever

 

 

 

 

 
30 Ottobre 2008

Aggiornamento

Scusate se non aggiorno il blog da una vita ma questo periodo è bello denso di proteste a Pisa: e quando non sono occupata ad aggiornare questo blog...studio!

Stasera non perdetevi la puntata di Annozero: ci sarà il collegamento del mitico Sandro Ruotolo dal Polo Carmignani Occupato di Pisa!

 

E mi raccomando informatevi sulla legge 133/2008 e sul decreto Gelmini perchè riguarda tutti! 

 

La tv non vi dirà mai la verità.

 

 
10 Settembre 2008

Vergognoso Fede su Roberto Saviano

 Quando si offende o si cerca di minimizzare il lavoro di una persona come Roberto Saviano, che ha rinunciato alla sua libertà per far conoscere la verità sulla camorra, vuol dire che non ci rimane più un briciolo infinitesimale di moralità, vuol dire che abbiamo oltrepassato il limite della decenza.


In un paese normale delle menzogne simili sono subito demolite da argomentazioni schiaccianti e solitamente sono pronunciate da gente comunemente considerata come celebrolesa.
In Italia paghiamo lo stipendio a questo illustrissimo giornalista, che trasmette il suo programma socialmente devastante su una rete abusiva.

 
06 Settembre 2008

B come Buffone

 Come giustamente Ines Tabusso ha segnalato nella sua consueta rassegna stampa, David Gow nel suo recente articolo sul The Guardian cita Piero Ricca.

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E' ovvio che il The Guardian è un giornale di stampo comunista.

 

Russia, uccisi due giornalisti

 Articolo di Fabrizio Dragosei - Corriere della Sera, 4 settembre 2008

Mosca — Nel Caucaso sempre più violento la vita dei giornalisti che si oppongono a gruppi di potere, sia statali che non, vale sempre meno. Negli ultimi giorni sono state tre le vittime della violenza. Un giornalista d'opposizione ferito gravemente a Nalchik, nella repubblica di Kabardino-Balkariya; l'editore di un sito internet ammazzato mentre era in un'auto della polizia in Inguscezia; un reporter di una tv islamica che aveva criticato gli estremisti freddato in Dagestan [...]

 

 
30 Luglio 2008

Articoli

Pechino 2008: le promesse mancate della Cina

In un nuovo rapporto diffuso a Hong Kong a dieci giorni dall'inizio delle Olimpiadi di Pechino 2008, Amnesty International ha dichiarato che la Cina è venuta meno alle promesse di migliorare la situazione dei diritti umani, tradendo in questo modo i valori fondamentali dell'Olimpismo. "Continuando a perseguitare e punire chi parla in favore dei diritti umani, le autorità cinesi hanno perso di vista le promesse fatte sette anni fa, al momento dell'assegnazione dei Giochi" - ha affermato Roseanne Rife, vicedirettrice del Programma Asia e Pacifico di Amnesty International. "Il governo di Pechino sta gettando un'ombra sull'eredità delle Olimpiadi. Chiediamo la liberazione di tutti gli attivisti in carcere, piena libertà d'informazione per la stampa estera e nazionale e ulteriori progressi verso l'eliminazione della pena di morte".

Il rapporto di Amnesty International, "Conto alla rovescia verso le Olimpiadi: le promesse mancate", valuta il comportamento delle autorità cinesi in quattro aree strettamente collegate ai valori fondamentali dell'Olimpismo: la persecuzione degli attivisti per i diritti umani, la detenzione senza processo, la censura e la pena di morte.

In questi ultimi mesi, la situazione dei diritti umani è peggiorata nella maggior parte di queste aree. Nel periodo che ha preceduto i Giochi, le autorità cinesi hanno imprigionato, posto agli arresti domiciliari o allontanato a forza chi avrebbe potuto minacciare l'immagine di "stabilità" e "armonia" che intendono presentare al mondo.

Secondo Amnesty International, gli attivisti e i giornalisti locali che si occupano di diritti umani rischieranno in modo particolare di subire persecuzioni durante lo svolgimento dei Giochi.

L'attivista e scrittore Hu Jia continua a scontare una condanna per "incitamento alla sovversione", per aver scritto articoli e rilasciato interviste alla stampa estera sui diritti umani: ha problemi al fegato, a causa dell'epatite B, ma le autorità impediscono ai suoi familiari di fargli arrivare le medicine necessarie.

Il presidente del Comitato olimpico internazionale (Cio), Jacques Rogge, ha recentemente sostenuto che, grazie alla propria diplomazia silenziosa, il Cio è riuscito a ottenere varie riforme nel campo dei diritti umani, come le nuove norme sulla stampa estera.

"Apprezziamo il fatto che il Cio abbia riconosciuto di avere un ruolo sui diritti umani ma, data la situazione attuale, ci sorprende la sua fiducia nel fatto che la stampa estera potrà riferire liberamente e che non ci sarà censura su Internet" - ha commentato Rife. "Ora ci aspettiamo che il Cio si esprima, quando le autorità cinesi violano i principi olimpici nel loro complesso".

"I leader mondiali che assisteranno ai Giochi dovranno prendere pubblicamente posizione in favore dei diritti umani in Cina e appoggiare l'azione degli attivisti per i diritti umani. Se non lo faranno, manderanno al mondo il messaggio che è accettabile che un governo ospiti i Giochi olimpici in un'atmosfera di repressione e persecuzione".

Principali contenuti del rapporto di Amnesty International

Molti difensori dei diritti umani continuano a languire nelle carceri cinesi o sono sottoposti agli arresti domiciliari; altri sono sorvegliati a vista dalla polizia, che intende impedire loro in ogni modo di disturbare lo svolgimento dei Giochi.

Le autorità cinesi hanno esteso l'uso di forme punitive di detenzione amministrativa, tra cui la "rieducazione attraverso il lavoro" e la "riabilitazione forzata dalla droga", per "ripulire" Pechino prima dell'inizio delle Olimpiadi e tenere alla larga gli attivisti per tutta la durata dei Giochi.

Le norme provvisorie che avrebbero dovuto garantire più ampia libertà d'informazione per la stampa estera, non sono state del tutto applicate. Il Circolo della stampa estera in Cina ha segnalato, a partire dal 1° gennaio 2007, 260 casi di interferenze. Le norme peraltro non riguardano i giornalisti cinesi, cui continua a essere impedito di scrivere su argomenti giudicati sensibili dal governo.

La pena di morte resta prevista per 68 reati, compresi crimini di natura economica o connessi alla droga che non comportano il ricorso alla violenza. Nonostante dichiarino che il numero delle esecuzioni è diminuito da quando la Corte suprema del popolo ha ripristinato il suo potere di revisione delle condanne a morte, le autorità cinesi continuano a non pubblicare alcun dato sulla pena capitale.

Liu Jie, un'attivista per il diritto alla terra, sta scontando un periodo di 18 mesi di "rieducazione attraverso il lavoro" nella provincia dell'Heilongjiang (Cina nord-orientale); secondo fonti locali, è stata sottoposta a violenze fisiche per aver lanciato una campagna in favore di riforme politiche e legali, tra cui l'abolizione della stessa "rieducazione attraverso il lavoro".

A giugno, la polizia ha arrestato l'attivista per i diritti umani del Sichuan, Huang Qi, con l'accusa di "essere entrato illegalmente in possesso di segreti di Stato". Huang stava fornendo assistenza legale alle famiglie di cinque alunni morti a seguito del crollo di una scuola elementare nel terremoto di maggio.

Nel 2001, quando la Cina ottenne l'assegnazione delle Olimpiadi del 2008, Wang Wei, Segretario generale del Comitato promotore di Pechino 2008, affermò: "Garantiremo completa libertà d'informazione ai giornalisti che verranno in Cina. Abbiamo fiducia nel fatto che i Giochi non solo promuoveranno la nostra economia ma miglioreranno tutte le condizioni sociali, compresa l'educazione, la salute e i diritti umani".

da Articolo21.info


Vedi anche: "Olimpiadi di Pechino: il Comitato olimpico internazionale cede alla censura cinese di Internet"

Lettera aperta al Papa

Pubblichiamo il testo della lettera aperta indirizzata a papa Benedetto XVI da più di 50 gruppi cattolici dissidenti, in cui chiedono che la Chiesa ritiri il suo divieto alla contraccezione perché, scrivono, "ha avuto effetti catastrofici". La lettera è stata pubblicata il 25 luglio 2008 in uno spazio pubblicitario a mezza pagina sul Corriere della Sera, nel 40esimo anniversario della controversa enciclica "Humanae Vitae" di papa Paolo VI, che sancisce il divieto.

Oggi, 25 luglio 2008, la Chiesa cattolica celebra il 40º anniversario della Humanae Vitae, su cui le gerarchie cattoliche hanno fondato la politica di opposizione alla contraccezione, che ha avuto effetti catastrofici sui poveri e i deboli di tutto il mondo, mettendo in pericolo la vita delle donne ed esponendo milioni di persone al rischio di contrarre l’HIV.
Quando Papa Paolo VI, nel 1968, consolidò la proibizione della contraccezione da parte delle gerarchie cattoliche, ignorò il parere di un gruppo di esperti scelti da lui stesso.
Quel gruppo di esperti, la Commissione sul Controllo delle Nascite, aveva votato a grande maggioranza la raccomandazione che la Chiesa abrogasse la proibizione della contraccezione artificiale, affermando che non era “intrinsecamente malvagia” e che le precedenti posizioni in materia non erano infallibili.
Sebbene Papa Paolo chiamasse 15 vescovi per la produzione del rapporto conclusivo, anche questi si fecero convincere dalla logica degli argomenti a favore della contraccezione, votando a favore della nuova posizione.
Venne preparato un “rapporto di minoranza”, nel quale si affermava che la dottrina sulla contraccezione non poteva cambiare, non per una qualche ragione specifica, ma perché le gerarchie cattoliche non potevano ammettere di essersi sbagliate: «La Chiesa non può cambiare la propria risposta, perché tale risposta è vera… È vera in quanto la Chiesa cattolica, istituita da Cristo… non avrebbe potuto sbagliare così gravemente per tutti i secoli della sua storia». Il documento proseguiva affermando che se le gerarchie avessero ammesso di essere state in errore su questo punto, la loro autorità sarebbe stata messa in discussione su tutte le “questioni morali”.
La Humanae Vitae continua a essere fonte di grandi conflitti e divisioni all’interno della Chiesa. Cattolici e non cattolici continuano a subire le conseguenze di questa devastante politica delle gerarchie cattoliche.
Gli effetti di questa proibizione sono stati particolarmente disastrosi nel sud del mondo, ove le gerarchie cattoliche esercitano una considerevole influenza sulle politiche di pianificazione familiare di numerose nazioni, ostacolando la messa in atto di buone politiche di sanità pubblica sulla pianificazione familiare e la prevenzione dell’infezione da HIV.
Tuttavia, la Humanae Vitae influenza le scelte di politica sanitaria pubblica anche nel nord del mondo. Quest’anno, l’azione di lobby della Conferenza Episcopale Cattolica degli Stati Uniti sul Congresso statunitense è riuscita a far escludere vitali servizi di pianificazione familiare, volti a impedire la trasmissione dell’HIV da madre a figlio, dal Piano Presidenziale di Emergenza per l’AIDS.
È incontestabile che la Humanae Vitae ha mancato completamente l’obiettivo di convincere i cattolici a rinunciare ai moderni metodi contraccettivi. Studi condotti in tutto il mondo hanno rilevato che i cattolici fanno uso della contraccezione e appoggiano l’utilizzo dei preservativi come mezzo per arginare la diffusione dell’HIV. La proibizione è tuttavia riuscita a impedire a molte donne e uomini di tutto il mondo di avere accesso a metodi affidabili di pianificazione familiare e di ottenere preservativi.
Ci è chiaro che la Chiesa cattolica non potrà progredire fino a quando non avrà fatto onestamente i conti col paradosso della Humanae Vitae: la maggior parte dei cattolici fa uso di contraccettivi moderni, ritenendola una scelta morale e considerandosi cattolici a pieno titolo, eppure le gerarchie cattoliche negano completamente questa realtà, costringendo i sacerdoti al silenzio su questo come su molti altri temi legati alla sessualità. Questi ultimi 40 anni hanno visto l’irrigidirsi della posizione del Vaticano mentre il mondo passava a una visione diversa e più ampia della sessualità e del ruolo della donna nella società. Papa Paolo VI non riuscì a invertire la marcia dei tempi 40 anni fa, ed è improbabile che un altro papa possa riuscirci in futuro. Ma fin quando le gerarchie ecclesiastiche continueranno a provarci, molti, e in particolare molte donne nei paesi più poveri, continueranno a soffrire.
Papa Benedetto, noi La invitiamo a sfruttare questo anniversario come occasione per avviare un processo di riforma, restando fedele agli aspetti positivi della dottrina cattolica sulla sessualità e abrogando la proibizione sulla contraccezione onde consentire ai cattolici di pianificare la propria vita familiare in modo sicuro e in buona coscienza.

Catholics for Choice A Critical Mass: Women Celebrating Eucharist – USA Association for the Rights of Catholics in the Church – USA Call to Action – USA Catholic Women’s Ordination – UK Catholics for a Changing Church – United Kingdom Catholics for a Free Choice – Canada Catholics for the Spirit of Vatican 2 – USA Católicas pelo Direito de Decidir – Brasil Católicas por el Derecho – a Decidir – Bolivia Católicas por el Derecho a Decidir – Buenos Aires Católicas por el Derecho a Decidir – Chile Católicas por el Derecho a Decidir – Colombia Católicas por el Derecho a Decidir – Córdoba Católicas por el Derecho a Decidir – El Salvador Católicas por el Derecho a Decidir – España Católicas por el Derecho a Decidir – México Católicas por el Derecho a Decidir – Nicaragua Católicas por el Derecho a Decidir – Paraguay Centro Bartolomé de las Casas – El Salvador Chicago Women-Church – USA Chrétiens sans Frontières de Gironde – France Colectivo Rebeldía Santa Cruz – Bolivia Comité Oscar Romero – Chile Comunidad Santo Tomás de Aquino – Spain CORPUS, National Association for an Inclusive Ministry – USA David et Jonathan—Association Homosexuelle Chrétienne Ouverte à Tous – France Demain l’Eglise – France Dignity USA Droits et Libertés dans les Eglises/Femm es et Homm es en Eglise – France Espérance 54 en Meurthe et Moselle – France European Forum of LGBT Christian Groups European Network Church on the Move Gehuwd en Ongehuwd Priesterschap – Netherlands KerkHardop – Netherlands Landelijk Koördinatie Punt Groepen Kerk en Homoseksualiteit – Netherlands Mandragora/Netmal – Brazil Mariënburgvereniging – Netherlands Movimiento También Somos Iglesia – Chile National Coalition of Am erican Nuns – USA New Ways Ministry – USA Noi Siamo Chiesa – Italy Nos Somos Igreja – Portugal Nous Somm es Aussi l’Eglise – France Pax Christi Maine – USA Plein Jour – France Red Latinoamericana de Católicas por el
Derecho a Decidir Réseaux Résistances – Belgium Roman Catholic Women Priests – Europe-West Roman Catholic Women Priests – Canada Est Roman Catholic Women Priests – Canada West San Francisco Bay Area Women-Church – USA Southeastern Pennsylvania Women’s Ordination Conference – USA Stichting Kerk Hardop – Netherlands Stichting Magdala—Voor Vrow en Priester – Netherlands Voice of the Faithful/New Jersey – USA Werkplaats voor Theologie en Maatschappij – Belgium Women’s Alliance for Theology, Ethics and Ritual (WATER ) – USA Women’s Ordination Conference – USA Women-Church Baltimore

www.CatholicsforChoice.org

Fonte: Micromega Online

Flashback

“Dobbiamo prepararci a presentare le nostre scuse a Emilio Fede. L’abbiamo sempre dipinto come un leccapiedi, anzi come l’archetipo di questa giullaresca fauna, con l’aggravante del gaudio. Spesso i leccapiedi, dopo aver leccato, e quando il padrone non li vede, fanno la faccia schifata e diventano malmostosi. Fede, no. Assolta la bisogna, ne sorride e se ne estasia, da oco giulivo. Ma temo che di qui a un po’ dovremo ricrederci sul suo conto, rimpiangere i suoi interventi e additarli a modello di obiettività e di moderazione… Oggi, per instaurare un regime, non c’è più bisogno di una marcia su Roma né di un incendio del Reichstag, né di un golpe sul palazzo d’Inverno. Bastano i cosiddetti mezzi di comunicazione di massa: e fra di essi, sovrana e irresistibile, la televisione. (...) Il risultato è scontato: il sudario di conformismo e di menzogne che, senza bisogno di ricorso a leggi speciali, calerà su questo Paese riducendolo sempre più a una telenovela di borgatari e avviandolo a un risveglio in cui siamo ben contenti di sapere che non faremo in tempo a trovarci coinvolti”.

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Iphone 3G or Samsung Omnia?

 
29 Luglio 2008

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[Qui Lecco Libera] Incontro con Clemente Mimun

 
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